Blog dei volontari

Germania

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La mia esperienza di Aupair a Trento Martedì, 26 Aprile 2016

Da gennaio a marzo 2016 ho fatto un'esperienza di ragazza alla pari a Povo, una frazione di Trento.

Il mio compito è stato soprattutto quello di occuparmi di due bambini (di sette e cinque anni), giocare con loro e parlarli in lingua tedesca. La mattina ci alzavamo alle sette e facevamo colazione insieme.  Aiutavo i bambini a lavarsi e a vestirsi per poi accompagnarli a scuola e all’asilo. Verso le 16.00 andavo a prenderli. Spesso tornando a casa ci fermavamo al parco per giocare a nascondino o a prendi e scappa. Arrivati a casa, dopo aver fatto merenda (molto importante!) giocavamo, leggevamo o disegnavamo insieme.
La madre tornava dal lavoro verso le sei e preparava qualcosa da mangiare. Qualche volta mi sono occupata dei bimbi anche la sera, visto che capitava a volte che la loro mamma avesse  impegni serali.
I lavori di casa non erano il mio compito; naturalmente ho aiutato a lavare i piatti o a stendere la biancheria per esempio, ma niente di più. 
Così dalle 8.00 alle 16.00 ero libera e ho avuto l'opportunità di organizzarmi alcune attività al di fuori della vita famigliare che stavo vivendo. Siccome studio l’italiano in Germania, ci tenevo ad iscrivermi ad una scuola in Italia: ho frequentato così quattro volte alla settimana un corso di italiano. Fatta la teoria, la potevo mettere in pratica subito dopo lezione– secondo me il modo migliore di imparare!

Spesso la domenica (il mio giorno libero) incontravo altre ragazze alla pari per fare un giro insieme o semplicemente per sederci e chiacchierare, perché parlare con persone che stanno vivendo la tua stessa esperienza e condividendo con loro le stesse emozioni aiuta tantissimo. 
Certamente durante un'esperienza Aupair  possono a volte esserci delle difficoltà legate all'adattamento in un contesto culturale e famigliare diverso: devo dire però che, nel mio caso, siamo sempre andati d'accordo e nel momento in cui sorgevano alcune incomprensioni riuscivamo, parlandone subito, a chiarirci rapidamente. Inoltre, in questi mesi ho avuto l'opportunità di visitare tanti luoghi e ho fatto molte nuove esperienze: ho visitato le città Verona, Bolzano, Padova e Venezia, sono andata al lago di Garda in bicicletta e per la prima volta nella mia vita ho fatto snowboard su una pista da sci. In poche parole, sono molto felice di aver preso la decisione di fare un'esperienza Aupair a Trento, perché ho conosciuto una famiglia molto speciale che (come ci siamo promessi)  rivedrò presto – o in Italia o in Germania (o entrambi!),  ho conosciuto la “vera” vita italiana e ho approfondito le mie conoscenze linguistiche.

ANGELA (Germania)

Au Pair Germania Italia

Friburgo dove sei? Giovedì, 15 Aprile 2010

Prima di fare domanda per lo SVE ero a conoscenza dell'esistenza di Friburgo: da qualche parte in Germania, forse a nord, magari a sud, ma che dico al centro. Ora che ci sono da 3 mesi esatti esatti, ho anche imparato che è una città di grande bellezza, dal cui centro è possibile raggiungere la Foresta Nera in pochi minuti di cammino, o varcare i confini di Svizzera e Francia con circa un'ora di treno. L'aria è pulita, forse perché molti dei suoi abitanti si muovono in bicicletta, o forse perché ad ogni angolo vedi spuntare un albero. Sicuramente, abituato a Firenze, pur bella ma caotica, qui sembra di essere atterrati in un mondo ecologico parallelo, in cui madri e padri trascinano dietro la loro progenie accoccolata nella mini-roulotte multicolore agganciata alla bicicletta facendo ritorno nelle loro case ecologiche. Ma la città ha anche il suo bel da fare con gli studenti universitari, che non si fermano neanche davanti alle notti invernali; saranno i molti pub e café dalle diverse atmosfere, o sarà forse il fatto che Friburgo è la città più calda della Germania, ma anche d'inverno si possono incontrare persone che si spostano, a piedi, in bici o in tramvia, seguendo le direttrici principali della vita notturna. E non troveranno forse grandi discoteche, ma piuttosto luoghi con musica, suonata o registrata, e buona birra.

Sono venuto in Germania e sono tornato bambino. Lavoro in un asilo, all'interno di un centro che comprende anche abitazioni per persone anziane, disabili o con altre difficoltà, situato a pochi minuti a piedi dal centro. All'interno del centro vivo anch'io, ho il mio appartamentino, di tutto rispetto, con un bagno, una cucina e un ampio vano che si divide in area giorno e area notte. E un terrazzino, sul quale mi piace stare, con l'aria pigra, nei giorni di sole. La mia casa è proprio sopra a dove lavoro, e questo all'inizio mi sembrava quasi uno svantaggio; tuttavia, ora che mi accorgo che mi posso svegliare pochi minuti prima dell'inizio dell'orario di lavoro senza fare ritardo, be'.. credo che questo sia stato per me un argomento sufficiente a farmi cambiare idea. Nell'asilo ogni giorno è una sfida, ma una bella sfida, perché con i bambini c'è sempre da imparare, sia con la lingua che rispetto al modo in cui è meglio relazionarvisi. Mi sento di riuscire abbastanza bene, anche se ovviamente nessuno è immune dagli errori; l'importante è saper essere aperti ai consigli, perché le persone che mi sono vicine qui, al lavoro, sanno capire quando sono in difficoltà, o quando ho qualche dubbio posso semplicemente chiedere ed ottenere una risposta. La cosa più bella è poter imparare, e sapere di poter sbagliare, perché poi dall'errore nascerà una nuova consapevolezza.

Ma EVS vuol dire anche conoscere tante persone. Per cominciare, cercate di entrare in contatto con gli altri volontari nella vostra zona, è sempre bene avere la possibilità di scambiarsi le impressioni su ciò che si sta facendo. Continuate poi cercando di fare amicizie autoctone: non sarà facile all'inizio, ma ognuno di noi ha risorse e interessi particolari che può sfruttare, non vi scoraggiate! Infine, inoltre, lasciatevi sorprendere dagli altri volontari sparsi un po' per tutta la Germania che conoscerete nei seminari EVS: troverete di sicuro buone amicizie, e un divano pronto ad ospitarvi in molte città del paese.

E l'ultimo consiglio che vi posso dare è di cercare di imparare un po' la lingua prima di partire, almeno l'essenziale, perché, anche se non fondamentale, vi faciliterà sicuramente un po' la vita! E non dimenticate che avrete giorni belli e giorni brutti, perché in fondo la vita, anche sul divano comodo di casa nostra, nella nostra città, non è sempre al massimo ogni giorno, ma non per questo non vale la pena di essere vissuta. E per questo vi dico, fossi in voi io partirei. E l'affermazione ha un certo valore, detta da qualcuno che l'ha fatto. Coraggio e tirate giù la valigia dall'armadio.

Federico Fusco, volontario EVS presso Concept Maternel, Friburgo (Germania) - 9 mesi

Friburgo Asilo Seminario Germania EVS

From Villaggio SOS di Vicenza Martedì, 23 Febbraio 2010

“Before going to Italy, I’ve got to admit that I did not really have any expectations concerning housing, work or overall coping with the totally new situation of being on your own.
I love the villaggio; I could even imagine staying there if I had not already got my place at the university. It is probably the greatest experience I have ever made.
The villaggio is regularly visited by old volunteers, not only the ones from abroad, but also from the Italian ones who have been working there only for about three months. I think this (amongst other things) does prove it is a great project and a brilliant place of assignment to spend a year in.
The relationship with the children is very good and I know that I will miss them later on, as well as my Mamma SOS and some other members of the staff. After every weekend I am actually looking forward to return to the villaggio.”

volontariato in Italia Germania Villaggio SOS