Mathilda's experience in Svezia Blog dei volontari

12/05/2022 Laila Serroukh

Ciao! Mi chiamo Mathilda e sto svolgendo il mio progetto di volontariato ESC a Borås, una cittadina nel sud della Svezia, in un centro socio-culturale.

La cosa che più mi piace del mio progetto è che nel centro in cui lavoro c’è sempre una grande varietà: il mio compito consiste nell’aiutare ad organizzare delle attività ricreative sia con adulti che con adolescenti e bambini. Può partecipare una grande varietà di persone, sia per quanto riguarda l’età che il background culturale; ogni settimana c’è sempre qualcosa di nuovo da fare e per questo è molto difficile annoiarsi: le attività spaziano dai laboratori di pittura, danza, musica ai corsi per imparare lo svedese, gite fuoriporta, tornei di giochi da tavolo… Insomma, di tutto e di più! Una cosa che mi ha colpito fin da subito è stata notare quanta attenzione e cura vengono date ai visitatori del centro, che ricevono sempre una calorosa accoglienza sia che vogliano partecipare alle attività sia che preferiscano semplicemente sedersi ad un tavolo e sorseggiare un caffè con l’immancancabile kanelbulle (dolcetto tipico svedese alla cannella). Ogni persona è valorizzata e benvenuta, e percepisco questo atteggiamento anche nei miei confronti!

La mia principale difficoltà sta nell’apprendimento dello svedese, lingua molto diversa dall’italiano: ma fortunatamente, oltre alle 6 ore settimanali di scuola di svedese, nel centro in cui sono volontaria abbiamo anche dei momenti dedicati a mettere in pratica la lingua (caffè linguistici, lettura di libri per bambini…) che mi stanno aiutando ad ampliare il mio vocabolario. Poi in realtà qui in Svezia quasi tutti hanno un ottimo livello di inglese, quindi per me non è un problema comunicare!

Uno dei motivi per cui ho scelto di venire in questo paese sono anche le temperature “fresche” e la natura: confermo che i paesaggi sono fantastici, quasi da fiaba, con spazi verdi e foreste rigogliose, oltre a numerosissimi laghi dall’acqua limpida; per quanto riguarda le temperature invece devo dire che non fa così freddo (sarà che sono abituata ai gelidi inverni del nord Italia?).

In generale mi sto trovando molto bene e sicuramente tornerò a casa con un più ampio bagaglio culturale e maggiore consapevolezza di me stessa, perché vivere per un periodo all’estero è un’esperienza che ti mette alla prova e ti cambia per questo sono contenta di aver scelto di mettermi in gioco e partire.