La mia vita come volontaria a Molfetta Blog dei volontari

08/01/2018 Cristina Reyes

Quasi un anno ha trascorso da quando sono arrivata a InCo Molfetta. Sembra che è stato ieri quando sono arrivata, una ragazza con molta voglia di fare tantissime cose, di conoscere gente, di lavorare, di imparare a fare cose nuove,di viaggiare, di uscire della mia zona di comfort e sfidare a me stessa. Sono giornalista e ho lavorato come tale nella mia città prima di venire a Molfetta, ma questo era il mio momento di cambiare, di fare quello che sempre ho voluto fare, vivere un’altra esperienza all'estero e dare lo meglio da me ad altri. E la frase ‘se non lo faccio ora, non lo farò mai’ mi è convinta per intraprendere questo viaggio, vivere questa avventura.

Allo stesso tempo, penso che ho fatto tantissime cose in quanto riguarda al mio progetto, ho vissuto tantissime belle esperienze che sembra che questa è la mia città (oppure il mio piccolo paesi come dico di solito). Sono cresciuta personalmente e professionalmente. La prima sfida era parlare l’italiano. Adesso mi sento sicura quando parlo, non è benissimo, ma riesco a comunicare. Le prime volte che sono andata alle scuole a parlare cos'è il Servizio di Volontariato Europeo parlavo in inglese ma alcuni mesi poi sono riuscita a parlare in italiano, quindi mi sento molto soddisfatta. Ho anche insegnato lo spagnolo ad una scuola media e ho scoperto che mi piace insegnare la mia lingua ai ragazzi.

Con il mio progetto ho potuto fare un sacco di cose, anche ho aiutato alla integrazione delle persone immigrati a Molfetta, ho sviluppato il tandem linguistico (ho messo in accordo ai volontari d'altri paesi che fanno i loro SVE qui con gente locale non solo per imparare la lingua anche per conoscere gente), sono stata in diversi scambi di giovane e ho preparato l’ attività per loro. Una esperienza meravigliosa, conosci a tanta gente da tutte le parte ed anche le loro culture. Poi di fare lo SVE mi sento molto contenta di essere una cittadina europea. Oggi valorizzo più questo fatto. Abbiamo un mondo di opportunità con questo tipo di programmi. È vero, lo SVE cambia la tua vita.

Ed anche devo parlare dalle emozione...Sono stata molto fortunata dall’inizio. La mia mentor, una persona meravigliosa. È stato troppo facile adattarmi a questo paesi. La ringrazio assai. Il mio tutor, una persona con cui se può lavorare e ridere allo stesso tempo. Veramente, sto troppo contenta con l’Associazione in generale perchè grazie questa ho conosciuto ai miei amici italiani...E questo è la cosa più bella che porto con me. La gente.

La gente a Molfetta e dintorni sono molto famigliare, mi sono sentita come a casa. Dopo alcune settimane il fruttivendolo era il mio amico, la mia piccola vicina mi è portata la focaccia e ogni volta che mi vede mi chiede qualcosa, solo per parlare, anche ho un rapporto speciale con una ragazzina che ha iniziato a parlare con me dall'inizio (solo perché ci siamo sempre viste nello stesso supermercato) e poi mi ha presentato alla sua madre (chi mi racconta tutto). E lo più bello, le dipendente della Gelateria San Marco sanno che devono mettere sempre ‘cheesecake’ con un altro gusto. ;-) Un anno è un anno.

Durante un anno puoi avere molti alti e bassi...Ma devo dire che sempre mi sono sentita bene, contenta e ogni giorno volevo alzarmi ed andare a lavorare e vedere che cosa di bello dovevo fare. E certamente, il ruolo dei miei amici italiani è stato importantissimo...Tanto è così che ora mi fa pena andare via e non posso pensare ad un weekend senza un programma con loro o ad un giorno senza vedere ai volontari, ai mi coinquiline... Siamo una grande famiglia. Quindi, devo dire, che non ho avuto mai un disagio in questo anno soltanto in questo ultimo mesi perché non voglio andare via.

Lo più difficile dello SVE? Sempre lo stesso. Dire addio...È una cosa troppo brutta che nessuno si abitua mai. Lo più bello? La felicità che ho sentito sempre durante questo anno. Sempre lo ricorderò con un bel sorriso. E, certamente, ogni viaggio... #Sempreingiro :-)

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