Erasmus+ in Romania, a gorgeous experience!

Ciao a tutti, mi chiamo Marino Porta e sono un docente di sostegno in servizio presso l’I.I.S.S. “Mons. Antonio Bello” di Molfetta.
Dal 26 novembre al 3 dicembre 2017 ho preso parte insieme ad un’altra trentina di persone in rappresentanza di ben sedici diverse organizzazioni di quattordici diversi Paesi del continente europeo ad un Progetto Erasmus+ in Caciulata, Romania dal titolo: “Ethnicity and Integration in Multicultural Europe”.
Sin da subito ci siamo resi conto che Caciulata non è una meta turistica tra le più ambite, e che non avremmo di certo ricordato questa settimana rumena per il confort dell’hotel o la qualità e varietà del cibo offertoci.
Altrettanto presto ci siamo accorti che, pur provenendo da 14 Paesi diversi (Georgia, Turchia, Azerbaijan, Spagna, Lettonia, Polonia, Croazia, Cipro, Slovacchia, Grecia, Serbia, Bulgaria, Romania e Italia), nonostante il gruppo fosse al suo interno fortemente eterogeneo per differenze di lingua, sesso, cultura, religione, età (i più giovani avevano 19 anni mentre la più anziana aveva 70 anni), professione, estrazione sociale, opinioni e militanze politiche in schieramenti diversi, sensibilità diverse, non solo non abbiamo avuto alcun problema a socializzare tra noi, ma siamo anche riusciti a confrontarci costruttivamente su tematiche abbastanza sensibili come quella dell’accoglienza dei rifugiati sul territorio europeo.
Il tema della settimana era per l’appunto la condivisione di buone pratiche circa l’Integrazione di minoranze etniche e di altre minoranze all’interno delle proprie realtà di provenienza; umanamente parlando posso dire che sono rimasto sorpreso e felice di vedere come ciascun partecipante, ovviamente me compreso, si è messo davvero in gioco al di là delle sessioni ufficiali previste dal programma.
Scoprire che altre persone che vivono in posti così lontani dal tuo come te si sforzano quotidianamente di “demolire i tanti muri del pregiudizio” che ogni giorno vengono eretti sull’altare della difesa dei confini e della sicurezza nazionale, aiuta e rende più forti in questo cammino di costruzione di un’Europa e di un mondo più giusto e solidale.
Per quanto mi riguarda, pur avendo in passato vissuto all’estero in città cosmopolite come Brighton, posso dire che ricorderò questa esperienza tra le più intense e belle della mia vita, perché siamo riusciti ad entrare in contatto tra noi non solo ad un livello puramente cognitivo, ma anche e soprattutto ad un livello “emotivo”; grazie alle nostre emozioni siamo entrati in una reale empatia tra di noi.
Se l’obiettivo del progetto era la multiculturalità, a Caciulata per me siamo andati oltre e abbiamo sperimentato “l’interculturalità”; ciascuno di noi pur non prescindendo da quelle che sono le proprie radici culturali è riuscito ad entrare in dialogo e ad empatizzare profondamente con persone che provenivano da percorsi di vita apparentemente così distanti l’uno dall’altro.
In conclusione posso dire che a Caciulata per una settimana ho vissuto un’esperienza che normalmente viene soffocata e oscurata dai pregiudizi e dalle cattive abitudini di ogni giorno, ho sperimentato di fatto cosa significa essere parte di una grande e unica famiglia, quella Umana.
Grazie a tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di fare questa magnifica esperienza professionale e umana, al mio Dirigente Scolastico, la Prof.ssa Pugliese e soprattutto all’Associazione Inco,
Marino Porta

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