Raccontaci: cosa facevi?

Io inizierei spiegando dove ero. La mia esperienza è stata negli Stati Uniti, a Saint Louis - Missouri, proprio nel centro degli Stati Uniti.

Eravamo in un piccolo quartiere, e vivevamo in una casa famiglia dell'associazione L'Arche Saint Louis. Vivevamo in una vecchia casa in legno che una volta era un convento. A livello di personale eravamo in tre fissi, e poi avevamo molti altri collaboratori che erano sempre con noi durante la giornata. Naturalmente abitavamo anche con persone con disabilità: Chip, un uomo 50 anni; Richard, di 57 anni; Jim, che era la nostra mascotte di 62 anni; e Poline, l'unica donna di 51 anni

Mi sono trovato veramente bene, era una bella communità e sono contento aver fatto questa esperienza.

Quanto tempo sei stato a Saint Louis?

Inizialmente dovevo stare via un anno, poi però ho avuto problemi a casa e ho fatto 6 mesi, da gennaio a luglio 2016. Sicuramente ho vissuto pienamente l'esperienza di vita in comunità – sono stati 6 mesi intensi.

Chiaramente un anno sarebbe stato più completo, però ho fatto tutto, ho avuto modo di conoscere bene tutti quanti

E poi chissà che magari un domani posso andare a trovarli, no?

Come'è andata l'inizio? Hai avuto difficoltà ad integrarti?

L'Arche in generale accoglie molto bene i volontari. É stata più una difficoltà il fatto di interfacciarsi con un altra cultura naturalmente, c'è un po' di barriera con lingua, quello è normale perchè si passa da un ambiente in cui parli la tua lingua ad un altro in cui ti devi adattare e dove nessuno conosce l'italiano. Non è come andare in Europa che magari uno più o meno si fa capire. Negli Stati Uniti l'italiano non lo parla proprio nessuno. Quindi bisogna per forza parlare inglese. Loro però sono molto bravi ad accogliere, quindi non è stato un grosso problema.

Hai frequentato un corso di lingua?

No, il corso di lingua non era previsto; ero motivato a cercarne uno però non è stato così facile. Era tutto organizzato a livello unversitario, quindi per gli esterni era più difficile – forse potrebbe essere un consiglio per migliorare il progetto, con i prossimi volontari. Comunque quando si parte per un'esperienza all'estero bisogna avere una base abbastanza buona della lingua.

È stato difficile creare nuovi relazioni?

All'interno della comunità no, è stato molto facile perché appunto è come vivere in famiglia. Si vive tutto assieme, si creano subito dei legami sia con i membri, che con gli assistenti (i volontari residenziali) e con chi viene fare volontariato durante il giorno.

Forse non è così facile creare nuove relazioni esternamente alla comunità, quello è un po' più difficile ma penso sia normale perchè si vive in una comunità e si è una persona “straniera”. C'è una certa chiusura da parte delle persone. Poi sta alla capacità di ognuno di aprirsi, saper parlare ed integrarsi.

Com'è andata con l'inglese, sei migliorato?

Avevo una base - non buonissima - ma l'avevo. Sicuramente la lingua è migliorata perché parlando e dovendo per forza usarla tutti i giorni ho arricchito anche molto il mio vocabolario. Posso dire di essere passato da un livello B2 ad un C1.

Cosa facevi nel tempo libero?

Loro solitamente danno ai volontari 2 giorni OFF in cui ti puoi gestire il tempo; però secondo me non ci sono molte possibilità per i volontari di fare attività esterne. Bisogna organizzarsi autonomamente, ma per via della barriera linguistica e culturale non è sempre così facile farlo. Però ho fatto lo stesso moltissime cose: giri in bicicletta, palestra, andavo al centro benessere. Secondo me sarebbe più utile che la comunità si interessasse anche alle attività esterne.

Com'è la natura a Saint Louis?

La natura è molto diversa a rispetto al nord Italia dove ci sono tante montagne. Saint Louis è tutto in pianura, proprio non esista la montagna. Però è tenuta molto bene. Mi piaceva in particolare Forest Park, nel centro. Era abbastanza vicino a noi, 10 chilometri con la bicicletta; si tratta di un grande parco, credo il più grande negli Stati Uniti. Ci sono molto attività al suo interno, per lo più gratuite: lo zoo, l'Art Museum, si può andare correre.

Qual è stata la cosa più bella che hai fatto?

All'interno della comunità ricordo le uscite che facevamo assieme; in particolare mi ricordo una bella gita che a Kansas City. Eravamo 3 assistenti siamo andati di visitare un'altra comunità, L'Arche Artland. Abbiamo anche visitato il museo di Kansas City. Il resto del tempo libero mi sono goduto i parchi, ad esempio il Lauimier Sculpture Park mi è piaciuto molto.

Quali difficoltà hai affrontato nel progetto, e qual è stata la più grande?

La difficoltà maggiore è che non sempre si riusciva interpretare le necessità delle persone.

Mi ricordo sopratutto verso inizio marzo, c'è stato un periodo in cui tutti stavano male. Eravamo in casa ed era una situazione un po' pesante nel senso che sembrava troppo problematica per uscirne.

Suggeriresti il programma MTV ad altri?

Io posso dire la mia esperienza. Sono molto contento di aver vissuto lì, ho conosciuto una nuova cultura che si pensa simile a quella italiana ma in realtà è completamente diversa. Si conosce un ambiente diverso dal punto di vista lavorativo ma anche dal punto di vista culturale; anche la gestione del tempo nel rapporto, anche lavorativo con i colleghi, in Italia è diverso. Ho avuto la possibilità di migliorare una lingua. In generale ci si apre ad una nuova realtà e ad una nuova esperienza che può essere vista in maniera professionale oppure semplicemente formativa, ma comunque sempre un arricchimento. Sono contento di averla fatta. 

Sono Georgi, vengo dalla Georgia. Per i miei amici e colleghi la mia decisione di partecipare a ,,EVS” è stata una sopresa perché avevo un buon lavoro, contatti importanti e una posizione interessante.

Io però non avevo esperienza in ambito europeo e ho sempre pensato che questo fosse una perdita significativa per la carriera e lo sviluppo personale.

Così ho lasciato il lavoro e ho iniziato il volontariato nella città italiana di Bolzano in un Centro Giovanile. Sono in Italia da cinque mesi e penso che essere coinvolto nel programma avrà un grande effetto sulla mia carriera. 

Il nuovo linguaggio, i contatti, il vivere in modo indipendente, la nuova cultura e i suoi valori mi permettono un modo diverso di valutare la mia autonomia e le mie competenze.

A Bolzano trascorro il tempo libero in modo interessante. Mi piace girare l'Alto Adige in bicicletta. Mi è piaciuto soprattutto il percorso Bolzano-Merano Caldaro, lungo il quale ho visto un sacco di posti interessanti.

Da sempre sono interessato alla multiculturalità, alla diversità e alla cultura in generale. Il Centro Giovanile ,,Vintola” imposta le sue attività proprio in questi ambiti, perciò sono contento di contribuire assieme a loro allo sviluppo culturale delle minoranze e al processo di integrazione delle persone che provengono da altri Paesi.

Giorgi Edisherashvili 

CentroGiovanile ,,Vintola" / Bolzano 

Sono Lisa Caldonazzi e frequento il liceo Rosmini delle Scienze Umane a Trento. La mia prima vera e propria esperienza di alternanza scuola-lavoro è stata presso l'associazione InCo dal 20 febbraio al 24 febbraio 2017. Per quanto riguarda l'ambiente mi sono trovata fin da subito benissimo, tutti si sono dimostrati molto gentili e disponibili.
Ho avuto modo di conoscere i vari programmi di esperienze all'estero promossi da InCo che danno l'opportunità a molti ragazzi di cambiare la propria vita conoscendo altri mondi. Per prima cosa mi sono occupata della promozione del progetto Au Pair sia in italiano che in tedesco ed in particolare la sua descrizione per il nuovo sito. Ho preparato anche la descrizione del progetto Vol'Au Pair in italiano, per poter informare le famiglie del nostro Paese della possibilità di ospitare una Au Pair; ed in inglese per incentivare i ragazzi a fare un'esperienza all'estero anche per periodi brevi.
Ho avuto anche modo di conoscere e intervistare delle ragazze tedesche che stanno facendo un'esperienza Au Pair qui in Italia presso famiglie trentine.
Infine, ho fatto un volantino per promuovere il progetto di Youth exchange, sul tema della danza e dell'immigrazione. Questo stage mi è piaciuto molto, ho avuto modo di migliorare le lingue straniere applicandole in testi, aspetto per me molto importante dato che rappresentano la mia più grande passione.

Cambiare luogo d'origine e/o abitudini non è sempre cosa facile, ma nella propria vita i cambiamenti devo essere effettuati; perché in questo modo, puoi capire molte informazioni su te stesso, ecco questo è lo Sve, un'opportunità dell'Unione Europea rivolta ai giovani che vogliono esplorare o conoscere nuove culture e nuove sfide da affrontare. Il mio Sve è incominciato a novembre e finirà ad ottobre del 2017, un anno in Repubblica Ceca.
All'inizio è stata un'esperienza un po' forte, ho cambiato le mie abitudini, i miei ritmi e la mia lingua nativa per dar spazio a due nuove lingue, quale l'inglese e il ceco, nuovi ritmi e nuove persone. I miei compagni d'avventura sono cinque ragazzi/e provenienti da cinque differenti paesi: Georgia, Armenia, Albania, Spagna e Ucraina; tutti insieme in Česka lípa per questa nuova esperienza. Noi lavoriamo nelle scuole, giriamo un po' di paesini intorno a Česka lípa e il nostro progetto è incentrato sull'educazione non formale, difatti noi lavoriamo facendo workshop o attività circa i nostri paesi, e non solo. Siamo molto contenti e soddisfatti per il lavoro che stiamo svolgendo anche all'interno della Caritas nella quale noi abbiamo il nostro ufficio che utilizziamo per preparare le attività con e per i bambini e ragazzi adolescenti.
Grazie a questa esperienza sto migliorando notevolmente il mio inglese, pian piano mi rendo conto di quanto, lo Sve, possa farti crescere e conoscere molto di te stesso.
Faremo in questi mesi molte altre attività non formali incentrate sullo sport e/o argomenti scelti dai ragazzi rendendoli, così, partecipi del loro percorso personale di crescita.
Io ringrazio l'associazione Inco per l'opportunità che mi è stata data e anche la mia organizzazione ospitante che, giorno dopo giorno, ci aiutata in ogni situazione, consigliandoci sempre cose se fossimo loro figli.

Ho cominciato questa esperienza a settembre in Lettonia, a Jurmala, una città poco distante da Riga. Ricordo l'ansia prima di partire, in quanto 10 mesi all'estero non sono pochi, ma tanta voglia e soprattutto tanta curiosità di conoscere nuovi posti e nuove culture. Sapevo di dover affrontare un nuovo modo di vivere e questo un pò mi spaventava ma ero e sono tuttora consapevole che sia stata la scelta giusta perchè sento che ogni giorno arricchisce le mie conoscenze. Ho scelto di partire e partecipare ad un progetto all'interno di una scuola primaria con bambini aventi difficoltà di linguaggio, apprendimento, bisogni speciali, perchè attinente ai miei studi psicologici. Mi piacciono molto i bambini ed è per questo che mi sento motivata a stare tanto tempo con loro che mi trasmettono, attraverso la loro spontaneità, il loro mondo spensierato. Allo stesso modo io, con le mie conoscenze, cerco di insegnar loro i valori con tantissimi giochi e attività che quotidianamente svolgiamo insieme. Anche se mancano ancora 6 mesi al termine, finora posso ritenermi soddisfatta anche per aver avuto l'opportunità di insegnare italiano per adulti e migliorare il mio inglese, un pò meno invece per quanto riguarda il paese in quanto totalmente differente dal mio per cultura, stile di vita, valori.

Serena

Nelle sue mani con le rughe c'è storia e poesia

Da bambina volevo sentire il calore di una nonna, una nonna che ti guida, che racconta le sue storie e bacia teneramente, ho dovuto aspettare molti anni per provare questa esperienza.

Il 6 dicembre 2016 ho avuto l'opportunità, con altri volontari, di partecipare alla tombola Natalizia che ogni anno si svolge nella casa di riposo Don Bosco, organizzata dal gruppo di Animazione Don Bosco. E 'stata una bellissima esperienza; aver potuto condividere un momento con i residenti ha riempito la mia anima di tanto amore. I loro visi mostravano felicità, erano attenti e divertiti ed i dodici volontari, con disponibilità, aiutavano a ripetere i numeri se era necessario e guardavano chi avesse fatto tomobola, cinquina ecc. in questo modo ho anche giocato alla tombola.

Grazie per l'opportunità che ci avete dato, grazie per il gioco, grazie per la gioia
Nella cultura Maya,(GUATEMALA) dire tre volte grazie per tutto quello che l'universo ci dà,
"tre volte grazie a tutti”

"La fortuna è cieca..." diceva Freak Antoni ed io non posso che confermare questa affermazione. Perchè? semplicemente perchè questa volta ho avuto molta fortuna. Sono Denny Paparella, un ragazzo di 27 anni di Bari che dopo la laurea in Scienze Politiche ha iniziato a districarsi nel difficile mondo postlaurea tra vari corsi, seminari, workshop e crisi d'ansia. A parte una piccola esperienza in ESN (Erasmus student network), non ho mai avuto a che fare con organizzazioni come Inco, ed è proprio per questo che ritengo la fortuna sia cieca. Quasi per caso sono venuto a conoscenza di un training course in Polonia chiamato "Peer2Peers" per la divulgazione dei progetti di volontariato europei e per il sostegno, attraverso questi ultimi, ai giovani con minori opportunità. Mi sono ritrovato in un paesino di montagna della Polonia occidentale a dover rappresentare l'associazione Inco come volontario in mezzo ad altri 23 ragazzi di altre nazioni dell'Unione Europea. La cosa, all'inizio, quasi mi spaventava un pò non avendo mai avuto alcun tipo di esperienza simile ma oggi, che scrivo questo post guardando dalla finestra il porto di Bari, posso solo ringraziare di aver avuto questa fantastica opportunità. La paura è sparita dopo pochissimi secondi, mi sono trovato circandato da dei ragazzi fantastici, molti di loro che lavorano in organizzazioni come Inco, e con loro ho passato una settimana a dir poco unica. In primis ho imparato tantissime cose riguardo le opportunità esistenti grazie ai vari progetti SVE, Erasmus+ ecc ed inoltre ho imparato tantissimo anche riguardo l'aspetto organizzativo di questi. Ho imparato a collaborare e condividere con ragazzi provenienti da paesi con culture totalmente differenti dalla nostra, cosa che ritengo sia la maniera più efficace per imparare nuove cose, per aprire la mente e stimolare l'integrazione tra i vari popoli. Ho migliorato notevolmente il mio inglese, avendo parlato per 6 giorni solo questa lingua. Per ultimo, ma forse la cosa più importante, MI SONO DIVERTITO TANTISSIMO!! é stata una fantastica esperienza, completa sotto ogni punto di vista: è formativa, aiuta a trovare ulteriore confidenza in se stessi, aiuta l'integrazione e a conoscere culture differenti dalla nostra, aiuta a migliorare le lingue, ti arricchisce con nuovi spunti e nuove conoscenze riguardo i tantissimi progetti europei e tutto questo condito da un'atmosfera allegra e divertente. Non posso che consigliare a tutti quanti di provare esperienze come queste, in solo 6 giorni porti a casa un'intera valigia di ricordi bellissimi. Spero davvero che la fortuna possa essere cieca come lo è stata con me!
Buon viaggio!
Denny

Sono già trascorsi tre mesi qui a Cork e il tempo sembra volare!
Per chi non lo sapesse, sono qui per svolgere un progetto MTV presso L’Arche, una comunità che si occupa di persone con disabilità mentale. Mi hanno accolta la tipica pioggerella e il cielo grigio ma vi assicuro che quando qui c’è il sole (per ora non così raramente) è davvero splendido il paesaggio.
Perché ho scelto di fare questa esperienza? Per diversi motivi: volevo fare un’esperienza all’estero e capire se sono capace di sopravvivere in un’altra realtà; vorrei migliorare la conoscenza dell’inglese, ormai indispensabile nel mondo lavorativo. È la mia prima esperienza anche a contatto con persone disabili; i miei studi sono lontani da questo ambito (ho una laurea in beni culturali) ma ci ho provato e sono stata selezionata.
Ogni lunedì mattina tutti i volontari, i residents e i responsabili della comunità si incontrano per il consueto gathering settimanale. Per ogni nuovo mese, ogni casa riceve l’elenco delle attività previste (trainings, parties, ..). Nel mese di agosto la maggior parte dei residenti ha trascorso un periodo di vacanza e da settembre le attività sono riprese regolarmente. Tra gli eventi principali dello scorso mese, ricordo con piacere i preparativi per la festa di compleanno di una ragazza disabile che vive con noi e l’inaugurazione di una mostra a cui un’altra delle nostre residenti ha partecipato. Sono stati momenti di grande entusiasmo collettivo.

Attualmente vivo in An Cuan (nome irlandese che significa Il Porto) con altri due volontari (una ragazza del Kenya di nome Esther e Felipe dal Brasile), insieme a quattro residenti con disabilità. La nostra casa è davvero bella, di tipico stile inglese. Sembrerebbe strano ma a volte mi sento a casa.
Il compleanno di Therese è stato bellissimo e forse le foto che allegherò a questa descrizione possono darvi qualche idea. All’inizio eravamo tutti in ansia per la riuscita dell’evento. Ognuno di noi ha cucinato qualcosa e la cucina a tratti sembrava esplodere! Abbiamo cercato di esaudire i desideri culinari di Therese e quindi pasta, salsicce, chicken curry e tanta musica irlandese. Ce l’abbiamo messa tutta e il risultato è stato sorprendente.
Qui si impara ad ascoltare, a chiedere…cose non di poco conto…e poi se ce la metti tutta, con semplicità ed onestà, tutto ritorna come un dono. Si impara a convivere con persone di diverse culture, si impara a mettersi in discussione e abbattere le proprie barriere; cominci a pensare se davvero vuoi fare quello in cui credi, cominci a capire che, forse, non puoi pianificare troppo il tuo futuro…insomma è un vero e proprio “banco di prova”.
Qui sto imparando a conoscere meglio me stessa, le mie energie, i miei limiti, i miei tempi. Sto imparando ad apprezzare il valore della famiglia, quella da cui sono scappata!;) Impari ad apprezzare una domenica con il sole e a sentire la mancanza della pasta al forno di tua madre, della passeggiata con gli amici…
Conosci altri amici, compagni di viaggio e condividi con piacere il tempo libero trascorso con loro..
Qualcosa in te comincia a cambiare e sono spesso gli altri a fartelo notare, gli amici che senti al telefono, quelli qui che ti dicono che il tuo inglese sta migliorando (anche se stento a crederci).
Cominci a conoscere meglio questa città, a stringere legami con altre persone e a pensare…beh non è così male stare qui
Ora attendo il responso del giudizio di questi primi tre mesi ..guidare non credo faccia per me, e la cucina italiana non è apprezzata proprio da tutti ma spero di farcela, di continuare questa esperienza, un’opportunità di crescita per me, da tutti i punti di vista.
Nicla S.
Ps. Se avete qualche domanda non esitate a chiedere!;)

Ciao a Tutti!
scrivo da Bisceglie (BT) al rientro di un'esperienza formativa unica!
Sono stata a Cipro 7 giorni per il training "Train the trainer". Si tratta in sintesi di un corso che offre tecniche e metodologie pratiche per insegnare agli adulti, a partire dalla progettazione fino all'implementazione di un percorso formativo.
Se dovessi estrarre l'insegnamento più grande da questa intensa settimana , sicuramente ho imparato che per crescere, migliorare e "prendere il volo" bisogna conoscere al meglio se stessi e solo partendo dal se', dai propri punti di forza, dal proprio entusiasmo e motivazione, si possono raggiungere grandi obiettivi a piccoli passi.
E' esattamente quel che a mio parere accade in esperienze formative di questo tipo!
Infatti oltre ad imparare nuove nozioni tecniche, da un'insegnante per altro molto preparata ed empatica, ho avuto modo di mettermi alla prova a 360°. Partendo dall'organizzazione del viaggio e poi lavorando in gruppo con pesone provenienti da tutta Europa, facendo esercizi pratici di public speaking in lingua inglese, interfacciandomi con una nuova cultura, nuovi modi di fare e..... godendomi un'ottimo mare di fine settembre, che non guasta! :):)
Non posso che ringraziare Luigi e tutto lo staff che han reso possibile questa piccola ma intensa esperienza!
La rifarei mille volte, la consiglierei mille volte!

Lisa

Seppur parte dello staff di InCo ormai da sempre, quest'anno ho deciso di prendere parte per la prima volta ad un corso strutturato sui fondi Europei, grazie al finanziamento messo a disposizione dall'Agenzia Nazionale INDIRE. Ebbene si, non si finisce mai d'imparare! Ho preso il mio zainetto di scuola, armi e bagagli e mi sono diretto a Limassol, località turistica sulla costa cipriota, deciso ad assimilare quanto più possibile da questa esperienza. C'è chi dice che non si smette mai di apprendere (lifelong learning program si chiamava una volta), ma una cosa è certa quello che ti rimane dopo una settimana di esperienza interculturale come questa non lo apprendi in una intera vita sui banchi di scuola!

Il corso si è svolto dal 18 al 22 Settembre e tutte le mattine insieme a colleghi di Germania, Bulgaria, Inghilterra e Cipro, ci recavamo presso la sede del nostro ente di formazione "Shipcon" e un esperto trainer ci sottoponeva esempi pratici, casi di studio e esercitazioni di gruppo o individuali sul tema dei fondi europei. Abbiamo toccato da vicino e rielaborato delle call che riguardano non solo il programma Erasmus+, ma anche altri come per esempio LIFE ed Horizon 2020. Abbiamo scambiato opinioni e buone prassi con gli altri colleghi e ci siamo ripromessi di iniziare delle cooperazioni su temi di comune interesse. Al pomeriggio dopo le lezioni abbiamo avuto il tempo di visitare i dintorni di Limassol e il famoso luogo dove è nata Afrodite... Fra un frappè e un souvlaki abbiamo fatto progetti per il futuro con i nostri formatori, colleghi e con lo staff di Shipcon. Potrei dire che abbiamo condiviso un pezzo della nostra cultura in cambio della loro. Alla fine ci siamo ritrovati tutti su un tema fondamentale: apprendere e cooperare sono gli ingredienti per fare grande l'Europa!

Non perderemo più occasione per partecipare ad un'esperienza interculturale, l'unica che può dare un valore aggiunto al nostro apprendimento...

See you in Europe!

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