La storia dell'esperienza di volontariato di Nicola Gavet negli Stati Uniti

Raccontaci: cosa facevi?

Io inizierei spiegando dove ero. La mia esperienza è stata negli Stati Uniti, a Saint Louis - Missouri, proprio nel centro degli Stati Uniti.

Eravamo in un piccolo quartiere, e vivevamo in una casa famiglia dell'associazione L'Arche Saint Louis. Vivevamo in una vecchia casa in legno che una volta era un convento. A livello di personale eravamo in tre fissi, e poi avevamo molti altri collaboratori che erano sempre con noi durante la giornata. Naturalmente abitavamo anche con persone con disabilità: Chip, un uomo 50 anni; Richard, di 57 anni; Jim, che era la nostra mascotte di 62 anni; e Poline, l'unica donna di 51 anni

Mi sono trovato veramente bene, era una bella communità e sono contento aver fatto questa esperienza.

Quanto tempo sei stato a Saint Louis?

Inizialmente dovevo stare via un anno, poi però ho avuto problemi a casa e ho fatto 6 mesi, da gennaio a luglio 2016. Sicuramente ho vissuto pienamente l'esperienza di vita in comunità – sono stati 6 mesi intensi.

Chiaramente un anno sarebbe stato più completo, però ho fatto tutto, ho avuto modo di conoscere bene tutti quanti

E poi chissà che magari un domani posso andare a trovarli, no?

Come'è andata l'inizio? Hai avuto difficoltà ad integrarti?

L'Arche in generale accoglie molto bene i volontari. É stata più una difficoltà il fatto di interfacciarsi con un altra cultura naturalmente, c'è un po' di barriera con lingua, quello è normale perchè si passa da un ambiente in cui parli la tua lingua ad un altro in cui ti devi adattare e dove nessuno conosce l'italiano. Non è come andare in Europa che magari uno più o meno si fa capire. Negli Stati Uniti l'italiano non lo parla proprio nessuno. Quindi bisogna per forza parlare inglese. Loro però sono molto bravi ad accogliere, quindi non è stato un grosso problema.

Hai frequentato un corso di lingua?

No, il corso di lingua non era previsto; ero motivato a cercarne uno però non è stato così facile. Era tutto organizzato a livello unversitario, quindi per gli esterni era più difficile – forse potrebbe essere un consiglio per migliorare il progetto, con i prossimi volontari. Comunque quando si parte per un'esperienza all'estero bisogna avere una base abbastanza buona della lingua.

È stato difficile creare nuovi relazioni?

All'interno della comunità no, è stato molto facile perché appunto è come vivere in famiglia. Si vive tutto assieme, si creano subito dei legami sia con i membri, che con gli assistenti (i volontari residenziali) e con chi viene fare volontariato durante il giorno.

Forse non è così facile creare nuove relazioni esternamente alla comunità, quello è un po' più difficile ma penso sia normale perchè si vive in una comunità e si è una persona “straniera”. C'è una certa chiusura da parte delle persone. Poi sta alla capacità di ognuno di aprirsi, saper parlare ed integrarsi.

Com'è andata con l'inglese, sei migliorato?

Avevo una base - non buonissima - ma l'avevo. Sicuramente la lingua è migliorata perché parlando e dovendo per forza usarla tutti i giorni ho arricchito anche molto il mio vocabolario. Posso dire di essere passato da un livello B2 ad un C1.

Cosa facevi nel tempo libero?

Loro solitamente danno ai volontari 2 giorni OFF in cui ti puoi gestire il tempo; però secondo me non ci sono molte possibilità per i volontari di fare attività esterne. Bisogna organizzarsi autonomamente, ma per via della barriera linguistica e culturale non è sempre così facile farlo. Però ho fatto lo stesso moltissime cose: giri in bicicletta, palestra, andavo al centro benessere. Secondo me sarebbe più utile che la comunità si interessasse anche alle attività esterne.

Com'è la natura a Saint Louis?

La natura è molto diversa a rispetto al nord Italia dove ci sono tante montagne. Saint Louis è tutto in pianura, proprio non esista la montagna. Però è tenuta molto bene. Mi piaceva in particolare Forest Park, nel centro. Era abbastanza vicino a noi, 10 chilometri con la bicicletta; si tratta di un grande parco, credo il più grande negli Stati Uniti. Ci sono molto attività al suo interno, per lo più gratuite: lo zoo, l'Art Museum, si può andare correre.

Qual è stata la cosa più bella che hai fatto?

All'interno della comunità ricordo le uscite che facevamo assieme; in particolare mi ricordo una bella gita che a Kansas City. Eravamo 3 assistenti siamo andati di visitare un'altra comunità, L'Arche Artland. Abbiamo anche visitato il museo di Kansas City. Il resto del tempo libero mi sono goduto i parchi, ad esempio il Lauimier Sculpture Park mi è piaciuto molto.

Quali difficoltà hai affrontato nel progetto, e qual è stata la più grande?

La difficoltà maggiore è che non sempre si riusciva interpretare le necessità delle persone.

Mi ricordo sopratutto verso inizio marzo, c'è stato un periodo in cui tutti stavano male. Eravamo in casa ed era una situazione un po' pesante nel senso che sembrava troppo problematica per uscirne.

Suggeriresti il programma MTV ad altri?

Io posso dire la mia esperienza. Sono molto contento di aver vissuto lì, ho conosciuto una nuova cultura che si pensa simile a quella italiana ma in realtà è completamente diversa. Si conosce un ambiente diverso dal punto di vista lavorativo ma anche dal punto di vista culturale; anche la gestione del tempo nel rapporto, anche lavorativo con i colleghi, in Italia è diverso. Ho avuto la possibilità di migliorare una lingua. In generale ci si apre ad una nuova realtà e ad una nuova esperienza che può essere vista in maniera professionale oppure semplicemente formativa, ma comunque sempre un arricchimento. Sono contento di averla fatta. 

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